giovedì 19 novembre 2009

Shoking my life


Shock di colori...elettrici, marci,caldi.Preferisco i primi ora come ora, mi danno quell'energia che ora non ho.Sovente gallegio nell'aria.Non sento più il peso delle gambe, le ginocchia fanno a modo loro.Ribelli.La mente produce troppo e il corpo non l'asseconda.Se solo le gambe rispondessero alla mente, se solo materializzassi la metà dei miei pensieri.Apatica e pigra la vita di qua.Si bloccano le azioni prima dell'incipit.Allora mi forzo ed esce qualcosa in più.Forzare la serratura ogni giorno di più. Spingersi un poco più la.Con la certezza di riscoprire di avere un posto caldo dove approdare ogni volta, bagnata ed umida distendersi su quelle terre, su quella sabbia che ha il profumo di un fiore conosciuto chissà dove... non ricordo...dimentico...ma il corpo non teme amnesie, lui sa.Ma è così bello sapere che c'è qualcosa solo per te, a cui pensare, al quale dedicare una parte di testa e una gran parte di cuore.Lì fermo.Mi muovo in cerca di carezze, riconosco quella mano, il tocco dei polpastrelli, la pelle, la distinguerei in mezzo a mille epidermidi.E' come qualcosa di mio, una certezza che mi sa anche di incedtezza, che mi fa fermare il respiro quando vuole, ma che mi da l'aria quando gliela chiedo.Venendo a bere dalle mie labbra mi riempie i polmoni e io riempio i suoi...chissà...forse si. Paura.Paura che spesso viene a scompigliar capelli come vento, ma più che bora sembra scirocco, vento si...ma anche piacevole.Piacevole paura che ci mette ogni volta in discussione, che non ci da tregua,forse fortunatamente e ogni volta bisogna raccogliere i pezzi e cercare di riavvicinarsi l'un l'altro, ogni volta una nuova volta,ogni volta un passo in più...ogni volta più vicini...

martedì 17 novembre 2009

Ticket ,please


"Piuttosto di vivere una vita così,me ne vado in Africa!!!" "Allora è' ora che inizi a farsi il biglietto aereo" è quello che mi ha gentilmente suggerito uno sconosciuto sull'autobus atac roma/tivoli. Saggio consiglio, anche perchè già dopo 2 mesi il cervello mi sta facendo tilt, il fisico mi sta facendo tilt, mi abbandona.Non ero più abituata, dopo quasi 3 anni di latitanza nella capitale.Anche perchè trovo difficile accettare il fatto di farsi 5 ore(almeno!) di viaggio per 3 ore e mezzo di lezione, per scrivere su un foglio parole che qualcun'altro ha scritto su un libro.E allora chiedo venia, perchè qui ci sto sempre meno, perchè poi una volta fatte le quotidiane 5 ore più 4, dopo quindi 9 ore devo tornare a casa e mettermi al lavoro, fino a tempo da determinare. E sta sera mi si chiudono gli occhi davanti a questo pc, ma ho deciso di scrivere comunque, forse per sdrammatizzare, si perchè oggi oltre a prendere i soliti quattro mezzi(macchina,treno e due metro) che gentilmente ogni giorno mi accompagnano da casa alla facoltà, ho fatto la giostra tra una stazione dei treni e una di autobus!Be si, scendo dalla metro correndo verso il binario, sai com'è, è tardi potrei perdere il treno,ma...ma è ancora lì, salgo sudatissima(cavolo è novembre ma ci sono ancora più di 20 gradi fuori...figurati nella metro B...e qui i romani possono capirmi)e mi accorgo che tutti i passeggeri sono in agitazione!Si hanno appena soppresso 4 treni di seguito e il mio sarà il quinto.A questo punto capisco perchè stamane il treno delle 8 è partito alle 12...uhm dicono che c'è un problema di "collegamento"...ma dai?Credevo fosse di comunicazione! Allora in fretta e furia, raccolgo le mie cose e...via...di corsa di nuovo verso la metro, direzione stazione degli autobus, dove riesco a prendere(dopo più di un ora che sono uscita da lezione) una cavolo di roma/tivoli, stracolma di gente incazzata, giustamente e sono costretta a viaggiare abbracciata alla macchinetta obliteratrice...quella gialla...si. Alla fine stremata e con un mal di testa nauseante che non se ne vuole andare, anche dopo averlo bombardato con bustine di Aulin, arrivo alle ore 19(ricordo di essere uscita da lezione alle 17...) a "terra" ma purtroppo oggi la macchina l'ha presa papà e come se non bastasse devo aspettare l'autobus delle 8 meno un quarto...mi sa che oggi salto...chiamo mamma va... E' proprio vero chi ha mamma non piange...

domenica 8 novembre 2009

In prima fila


Sta sera ho proprio voglia di un bel film, un gran bel film, come direbbe Vasco Rossi.
Giovedì sera sono andata al cinema e a me poggiare il culo su quelle poltrone fa male, perchè poi nei giorni successivi per non farmi prendere dagli sconforti, per non avere crisi di identità o per trovar un pò di pace, devo continuare a vedere un film dopo l'altro...si vado a ruota, come si suol dire.E poi se i film che vedo non mi soddisfano quanto desidero, devo continuare a vederne altri, altrimenti mi rimane una sorta di insoddisfazione, è un pò come assaggiare un buon cioccolatino preso a caso nella scatola e poi subito dopo si è costretti a mangiarne altri, per ritrovare il fantastico gusto del primo!!
E così sta sera ho voglia di drogarmi con un buon film, andare a letto continuando a vivere in quella realtà, tra quelle scenografie, diretta da tal regista.Ho voglia di uno di quei filmoni che anche quando esce la scritta "the end" continui a pensarci su anche diversi giorni, un film alla Fight Club, alla Memento, oppure un film che mette allegria e a me mai niente ha tirato su il morale come fa la visione di Paz! e non so se è merito di Penthotal, di Zanna, di De Maria o solamente di Pazienza.
Ci sarà mai più un film capace di farmi appassionare come Shining...?Stanley...perchè c'hai lasciato...?Ridatecelo,resuscitatelo...
...a proposito avete un film da suggerire?

sabato 7 novembre 2009

Lo specchio


Davanti ad uno specchio, scrutando linee che corrono come autostrade, si intrecciano a tramare una storia senza senso, formando quelle che sono le forme del mio viso.Irregolare dipinto o stampa su carta di giornale, anzi no sembra più una fotocopia a colori,figlia di quelle macchine usurate che lasciano sbavare testine sul foglio.Macchie di inchiostro a formare macchie di pelle, nei, il ricordo di una lontana malattia infantile,una piccola cicatrice sotto il mento.Maculata mappa geografica, o forse del tesoro, chissà, non sta a me sceglierlo.Io di fronte ad uno specchio, i capelli scomposti, ciocche mal distribuite che non seguono più l'andamento naturale della pettinatura, un taglio ormai inesistente e un colore che non sembra neppure più il mio.Sbavature di rimmel solcano gli occhi, si sciolgono e arrivano giù, ad irrigarmi le labbra, attraversando le guancie e lasciando il loro indistinguibile segno nero. Sono io.Li davanti.Ferma.Immobile, ma anche mobile, mi tocco appena gli occhi, con i polpastrelli tocco il tenero delle ciglia, mi da conforto.Sa di umano. Mi guardo allo specchio, mi guardo attorno.Ci sono io...io e il mio riflesso, siamo l'una difronte l' altra, ci guardiamo, ci scrutiamo, ci leggiamo nell'anima, ma non capiamo niente di noi stesse...due estranee. Mi guardo attorno, mi guardo alle spalle.Sono solo io.Ci sono solo io. Sono sola...

mercoledì 28 ottobre 2009

Luci a neon


Quel divano oramai è consunto e impolverato.Delle piccole macchioline ingiallite.Non si ricorda neppure più il colore, forse una volta era blu, o forse no, aveva i toni più chiari. I ricordi sbiadiscono assieme alla tappezzeria e si confondo con essa, si confondono i pensieri, forse ad essere scura era solo l'atmosfera, il buio della notte che entrava dalle finestre socchiuse, illuminato appena un pò dalle artificiali luci di un film in dvd lasciato correre sullo schermo, senza che nessuno lo vedesse veramente.Abbandonato a quel suo destino di ripetersi e riprodursi all'infinito, sempre uguale, ma ogni volta un pò diverso,un pò più consumato, più logorato.Vissuto ed usato come quel suo corpo era stato un pò di volte, piegato su quel divano con la schiena riversa verso la luce e gli occhi sulla bianca parete, persi nel nulla, che però non è da confondersi con il niente, perchè è ben diverso.I capelli raccolti nelle sue mani a formare uno chignon post moderno,le sue labbra serrate al centro dell' altra schiena, il rosso della carne contrapposto al bianco niveo della pelle.Sigillate in un bacio infinito, a tatuare un paio di labbra su una schiena, ad immortalare un bel pezzo di vita, un periodo, a racchiudere un attimo, che poi diventerà eternità nei ricordi.
Aria dai glaciali colori, artificiale luce che illumina corpi nudi e labbra che baciano, pareti bianche diventan turchesi al riflesso della tappezzeria, sbiadita, consunta o semplicemente sfumata nel ricordo.
Atto finale di una stramba rappresentazione teatrale, dove i personaggi giocavano ad interpretar l'un l' altro.Atto finale.La morte del cigno, che forse cigno non è mai stato, eterno brutto anatroccolo che giocava ad avere le piume bianche candite.Si chiude il sipario, ma gli attori ancora non lo sanno, o forse no, ne sono consapevoli, lo hanno solo dimenticato.Non credo.Si recita assieme per l'ultima volta.Poi nulla più.Ci si perde per sempre, come spiccioli abbandonati per strada, caduti per la non curanza di una tasca bucata.Ci si perde, non ci si ritrova mai più e non si sa più niente l'uno dell'altro, dispersi nella nebbia, nell' asettico blu elettrico di un divano ormai semplicemente inventato...

venerdì 23 ottobre 2009

To be or not to be..


Non so... Non so ma sono diversi giorni che non riesco più a scrivere.Allora sta notte,non venendomi sonno c'ho pensato un pò su, ho pensato cosa avrei potuto scrivere a tal proposito e anche, perchè no, una sorta di scusa per me stessa e per voi altri. Ho creduto che il problema a monte fosse la mancanza di novità, ho visto la mia vita un'arida pianura,nella quale non scorre nulla a parte un piccolo corso d'acqua che come un rigagnolo di sangue tinge un pò di rosso questa mia valle.E meno male che c'è lui, e meno male che c'è questo amore, che sensibilizza la mia vita, che mi giustifica la quotidianeità, senza il quale forse vivrei come una macchina, come un automa, ripetendo costantemente gli stessi gesti,le stesse frasi le stesse situazioni.Ho ripensato alle passioni del passato, che ho abbandonato, ho dimenticato o semplicemente mi hanno abbandonato.Erano quelle il motore di tutto?Era quella la molla che mi dava il coraggio e mi faceva passare sopra a tutto?Oggi non mi sento più così. Oggi mi sento più vulnerabile, fatta più di carta straccia che di sasso.Un percorso a ritroso, una regressione a chissà quando.Allora mi sono rannicchiata nel mio letto e la rabbia mi ha assalito il cervello; rabbia per ogni occasione sprecata, rabbia per tutte quelle cose che non mi riesco a perdonare(o forse sto iniziando a perdonarmi ora?)Ma per ogni cosa che mi perdono c'è un affronto che faccio a me stessa.Dovrei imparare ad amarmi un pò di più, in un modo sano, non morboso, dovrei imparare di nuovo a lasciarmi andare, a buttarmi, anche se dopo la caduta e un atterraggio poco comodo si sta male, ma non per questo si deve smettere di lanciarsi nel vuoto.Non si può.Devo smettere di ripetermi che sono stanca di affrontare queste situazioni, ha ragione lui, le cose vanno fatte e basta, senza pensarci sù troppo. Allora sta mattina mi sveglio e ho un bel pò di raffreddore, forse un memento mori della notte scorsa,ma guardo fuori e c'è uno strano sole, un pò fiacco, ma comunque splendente tra le nuvole.E mi sento anch'io un pò così, e non è male.Le situazioni viste alla luce del giorno fanno meno paura se incontrate di notte.Ci rido quasi sù.E' ora di dare un senso ad ogni giornata, ad ogni azione che compio, ad ogni pensiero e desiderio, c'è bisogno di un piccolo programma giornaliero che voglio creare in base a come mi sveglio, da quello che mi va ,da quello che voglio ogni giorno.Basta oziare nel caldo delle coperte, mi alzo, prendo la macchina e mi avventuro in questa giornata, senza timore...quel che sarà sarà...

sabato 17 ottobre 2009

Yo!


Le persone si comportano tutte allo stesso modo con la sottoscritta...

Fatto è che anche io sono ripetitiva e mostro sempre la stessa faccia, quella che meno mi piace.

Il mondo si comporta di conseguenza.

Le persone sono tutte uguali tra loro(almeno verso i miei confronti)

E io?....sono sempre La Stessa...