
Shock di colori...elettrici, marci,caldi.Preferisco i primi ora come ora, mi danno quell'energia che ora non ho.Sovente gallegio nell'aria.Non sento più il peso delle gambe, le ginocchia fanno a modo loro.Ribelli.La mente produce troppo e il corpo non l'asseconda.Se solo le gambe rispondessero alla mente, se solo materializzassi la metà dei miei pensieri.Apatica e pigra la vita di qua.Si bloccano le azioni prima dell'incipit.Allora mi forzo ed esce qualcosa in più.Forzare la serratura ogni giorno di più. Spingersi un poco più la.Con la certezza di riscoprire di avere un posto caldo dove approdare ogni volta, bagnata ed umida distendersi su quelle terre, su quella sabbia che ha il profumo di un fiore conosciuto chissà dove... non ricordo...dimentico...ma il corpo non teme amnesie, lui sa.Ma è così bello sapere che c'è qualcosa solo per te, a cui pensare, al quale dedicare una parte di testa e una gran parte di cuore.Lì fermo.Mi muovo in cerca di carezze, riconosco quella mano, il tocco dei polpastrelli, la pelle, la distinguerei in mezzo a mille epidermidi.E' come qualcosa di mio, una certezza che mi sa anche di incedtezza, che mi fa fermare il respiro quando vuole, ma che mi da l'aria quando gliela chiedo.Venendo a bere dalle mie labbra mi riempie i polmoni e io riempio i suoi...chissà...forse si. Paura.Paura che spesso viene a scompigliar capelli come vento, ma più che bora sembra scirocco, vento si...ma anche piacevole.Piacevole paura che ci mette ogni volta in discussione, che non ci da tregua,forse fortunatamente e ogni volta bisogna raccogliere i pezzi e cercare di riavvicinarsi l'un l'altro, ogni volta una nuova volta,ogni volta un passo in più...ogni volta più vicini...







